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Giuseppe Loiacono Dog coach

"Pensa come il tuo cane e sarai felice!"

“Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti ad affrontare per loro.” - Konrad Lorenz

La prima volta che lessi questa frase di Konrad Lorenz nel suo libro “L'anello di Re Salomone” ne rimasi molto colpito.

Le parole, come anche i nostri pensieri, ci definiscono e definiscono soprattutto chi abbiamo di fronte. La parola amore e la parola sacrificio sono all’ordine del giorno tra noi esseri umani. Il fatto che Lorenz le inserisca per descrivere la RELAZIONE con gli animali è molto interessante soprattutto perché scritto nel 1949 agli albori dell’etologia.

Ebbene si! Voi tutti che state leggendo sapete molto bene come queste due parole (che si trasformano in “condizioni necessarie”) amore e sacrificio, siano imprescindibili ma soprattutto indissolubili quando abbiamo a che fare con i nostri cari amici cani.

L’amore è fondamentale ma da solo rischia di deformare la percezione dell’INDIVIDUO con cui ci confrontiamo, in un qualche modo ci rende “meno consapevoli” dinanzi a lui e ai suoi bisogni.

Il sacrificio è coscienza e conoscenza .

Con il sacrificio ci impegniamo ad andare in profondità, ci mettiamo in gioco e cresciamo. Il sacrificio ci pone in una condizione di ascolto, di dare e non ricevere, ma... senza amore diventa sofferenza e soprattutto rischia di farci focalizzare solo sull’obiettivo finale e non sul viaggio.

Il 14 Giugno del 2018, lo stesso giorno in cui ho scattato la foto che vedete sopra, il mio percorso e la mia vita prendono una strana e inaspettata direzione facendo una improbabile quanto speciale “inversione a U”.

Quelli nella foto in alto siamo io e Runa nel nostro primo giorno insieme, aveva appena tre mesi. Nei miei occhi la felicità... e nei suoi?

Ho rivisto molte volte questa foto e arrivo sempre alla stessa conclusione, nel suo sguardo traspare pura malinconia, rassegnazione e incertezza. Si proprio così. Runa il giorno prima era a Catania in mezzo ad una bellissima e assolata strada di campagna.

Era con la sua famiglia biologica, i suoi genitori e i suoi fratellini, poco importava se fosse sporca, denutrita e malconcia, era a casa sua. Ebbene da un giorno all’altro veniva messa su un aereo (insieme ad altri sei cuccioli) direzione Milano, successivamente trasportata su una automobile destinazione Genova e infine si ritrovava in una casa all’ottavo piano di una palazzina nel cuore della città con persone sconosciute che la guardavano, la accarezzavano e le parlavano una lingua a lei incomprensibile. Tutto questo dopo naturalmente una “bella” visita veterinaria che mi e ci fece cambiare veterinario!

“Ma chi sono questi? Cosa vogliono? Cos’è questa superficie liscia e fredda? Dove sono le pietre, l’erba e l’odore degli alberi? Perché sono tutti a toccarmi? La mia famiglia dov’è?”.

Più o meno credo abbia pensato questo, forse anche di peggio.

Queste e altre considerazioni le feci molto tempo dopo grazie allo studio, all’approfondimento, all’osservazione e ad un libro( che mi ha cambiato la vita)... “Dritto al cuore del tuo cane” di Angelo Vaira. Amo definire la lettura, anzi lo studio, di quel libro come il mio personale “risveglio dal torpore esistenziale”.

Pochi mesi dopo ero iscritto alla scuola ThinkDog, una scuola eccellente, tosta, composta da veri professionisti, attenta alle esigenze dei propri allievi, formativa non solo nel campo della cinofilia, una scuola che ti permette di vedere realmente il “mondo da un’altra prospettiva” ovvero da quella del cane.

Avevo trovato finalmente la mia strada.

La mia percezione e conoscenza del cane e della vita erano cambiate radicalmente.

Superato l’esame per la qualifica di Educatore Cinofilo, il mio viaggio finiva e incominciava allo stesso tempo.

Mi chiamo Giuseppe Loiacono, l’amore per i cani è sempre andato di pari passo con quello per la natura, amo i cani perché riescono ogni volta a farmi apprezzare la semplicità e lo splendore di una passeggiata in mezzo al bosco, di un tuffo in un fiume, di una corsa in mezzo alla neve. Invidio i cani perché mi aiutano sempre a ritrovare la mia vera essenza di essere umano. Mi  definisco un “educatore itinerante”, questo perché sono fermamente convinto che per iniziare un percorso nei migliori dei modi non si possa pretendere di essere ascoltati se prima non si ascolta. In questo caso per me l’ascolto implica muovermi per primo verso le persone non solo in senso strettamente simbolico ma anche in senso fisico. Per questo il primo incontro conoscitivo lo svolgo sempre in casa del cliente dando inizio per primo ad un viaggio che si spera sia proficuo e ricco.

Sono un mediatore della relazione uomo-cane. Il mio obiettivo è trovare un punto di incontro all’interno del nucleo familiare per una maggiore comprensione e consapevolezza nei confronti dei nostri amici a quattro zampe.

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